Genesi

#1
Caduca è la gioia, temporaneo è il tormento mutevole è la sorte, ma quando l’uomo si moltiplica “un lampo scende dal cielo”, una luce splendente avvolge il deserto e la vita diviene dolce … si accende la speranza. Lo smeraldo delle foglie ondeggia sul grigiore coriaceo della roccia che lo alimenta, aspetta il vento, per effondere intorno i suoi semi.

#2
L’altrove svia l’uomo, lo se-duce con la sue innumerevoli possibilità di conoscenza. La partenza dà inizio al viaggio, alla scoperta delle pezze di mantello che possono coprire qualunque individuo, diluendo, definendo e riscrivendo di continuo la sua identità! (M. Serres, Il Mantello di Arlecchino, 1992). Il silenzio della partenza avvolge la roccia, presto inondata dal fragore di nuove avventure.

#3-4-5
“Osservate uomini l’abbacinante e multiforme grandezza che vi circonda, la pietra fertile che è pur misura della vostra pochezza e principio di persistenza! “Siate fecondi, nella carne e nello spirito! Meditate e Create, rinnovando, ad ogni scoperta, ad ogni nuova costruzione, il senso profondo della creazione! Moltiplicatevi, regalando al futuro parte della vostra essenza, scorgendo in lontananza il colore dell’eterno! Riempite la terra delle vostre aspirazioni, dei vostri sogni, della vostra coscienza…riempite la terra e dominate sulla parte più oscura e inquietante del vostro essere!

#6
“Sogno d’ombra è l’uomo” (Pindaro, Pitiche, VIII,73-97), poetica mescolanza dell’inconsistenza di una voragine e della forza delle pietre da cui nasce. “Effimeri siamo e qualcuno si confonde con nessuno.” Precaria e fragile, come la fessura che trapassa, è la vita umana che brama il vigore e la resistenza della roccia che lo ha avvolto.

#7
Crepita la roccia, mentre l’umanità silente si moltiplica e si sfalda: avanzano, nel deserto dei sensi e dei sentimenti, ombre cibernetiche senza colore. Non c’è palpito di cuori, fremito di emozioni, singhiozzo di pianto o grido di dolore. Solo il tramestio cadenzato e sincronico di congegni tutti analoghi, il ritmo funzionale di meccanismi che si riflettono e si ripetono, vicini e asettici, coordinati eppure incomunicanti… Proiezioni meccaniche di uomini inondano il paesaggio, si moltiplicano intorno alla pietra generatrice.